Progetto "Welcome II" - conclusione

Nel 1923, Kahlil Gibran scriveva ne “Il profeta” che i nostri figli non ci appartengono, sono frecce lanciate verso il futuro e i genitori sono gli archi che li proiettano in avanti.
La metafora sottolinea come gli educatori, che siano genitori o docenti, hanno il compito di trasmettere solide basi educative, fatte di valori e principi, ma poi devono avere il coraggio di lasciare i giovani sperimentare e agire in autonomia. Questo è particolarmente vero nel contesto scolastico, perché la mission di ogni scuola è fornire alle nuove generazioni quegli strumenti indispensabili per prepararsi al mondo, attraverso la prassi didattica quotidiana e i progetti del Ptof.
Uno di questi, “Welcome II”, si è appena concluso con l'evento finale che si è tenuto presso l'aula magna del nostro Istituto lunedì 25 febbraio. Il progetto, che ha interessato una rete di Istituti della provincia e di cui il Liceo Classico “Vittorio Emanuele II” è capofila, è stato finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del programma Erasmus + (Azione chiave 1, istruzione e formazione professionale - VET) e ha visto coinvolti 120 studenti e studentesse che hanno vissuto un'esperienza di alternanza scuola-lavoro di 4 settimane, completamente gratuita, in 8 Paesi dell'UE. Le attività di alternanza sono state molteplici, spaziando dalla reception in strutture ricettive a Siviglia alla biglietteria in importanti musei londinesi, dal front office nell'ufficio del turismo a Bordeaux alla manutenzione in aziende informatiche a Berlino, solo per citarne alcune.

Alla giornata finale sono intervenuti il dott. Riccardo Paci, Project manager di AEA del gruppo Loccioni, e la dott.ssa Marina Ortolani della Direzione ATGTP, in qualità di rappresentanti di due delle aziende locali partner del progetto.
Il momento più significativo è stato la testimonianza di alcuni ragazzi che hanno raccontato le loro mobilità, sottolineando il valore formativo dell'esperienza dal punto di vista professionale, in quanto ha sviluppato in loro abilità come autonomia, capacità di iniziativa, imprenditorialità, ma soprattutto dal punto di vista umano, come momento di crescita personale. In effetti il progetto, più che una rete di istituti, ha vista riunita una comunità di persone - studenti, docenti, genitori, dirigenti, esperti in progettazione europea - unite da valori come l’accoglienza, la collaborazione, il senso di appartenenza, la flessibilità, il senso di responsabilità.
Ringraziamo la cooperativa Operam, coordinatrice del progetto (nello specifico nelle figure della dott.ssa Silvia Baiocco, Laura Bulgari e Graziella De Domenico), per la consueta professionalità, ma soprattutto tutti i ragazzi coinvolti, le nostre frecce viventi, che hanno dimostrato grande serietà e spirito di adattamento e hanno saputo affrontare e superare le piccole o grandi difficoltà che inevitabilmente si incontrano in situazioni complesse.
Come tanti altri progetti del nostro Istituto, in effetti, il fine ultimo di “Welcome II” consiste nel porre i nostri studenti in relazione con contesti nuovi e diversi in un'ottica interculturale, con lo scopo di sviluppare un saper essere volto a formare persone prima che studenti, cittadini consapevoli, attivi e propositivi che, grazie anche ad esperienze come queste, speriamo realizzino la visione di uno dei padri fondatori dell' Unione Europea, Robert Schuman: “L’ Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto”.