Stage a Digione (FR): racconti di un'esperienza unica

Dal 27 al 31 marzo 2012 le classi quarte del Liceo delle Scienze Sociali e del Liceo Socio-Psico-Pedagogico hanno effettuato a Digione lo stage presso due scuole materne, due scuole elementari e presso il Comune della città. Alunni e accompagnatori sono stati accolti con simpatia e interesse nelle varie strutture. Per gli studenti è stata un'occasione di confronto e di conoscenza di una realtà diversa, ma anche l'opportunità di utilizzare la lingua francese in vari momenti della visita di istruzione.

 
Chiediamo a due studentesse, Lucia Marconi e Cristina Pavani, come hanno vissuto questa esperienza:

Lucia Marconi racconta...
"A Digione, il giorno 29 Marzo, noi studenti delle classi 4I e 4L, Liceo delle Scienze Sociali, abbiamo avuto l'occasione di incontrare alcuni membri delle associazioni che si occupano di servizi a favore degli anziani. Ci  è stato possibile conoscere più da vicino una realtà sociale poco familiare. Nella città di Digione, nominata “Ville amie des  Aînés”, vengono attivati una rete di servizi sia a livello assistenziale sia a livello ricreativo. Mme Anne Bon ci ha presentato i servizi a domicilio (fornitura di pasti, pulizia della biancheria, contatti telefonici per intervenire in caso di necessità …),...
ma anche la necessità di  mantenere relazioni attive all'interno del tessuto sociale. Bisogna ricordare, inoltre, che i servizi forniti sono utili anche alle stesse famiglie, le quali trovano, in queste associazioni, validi punti di riferimento. Si cerca in tutti i modi di attuare progetti che mirano all'assistenza e a far mantenere ad ogni individuo la sua autonomia, qualora questo fosse possibile. Il settore che si occupa dell'assistenza agli anziani presenta molte opportunità di lavoro per i giovani: si stima che tra una decina d'anni il loro numero degli anziani crescerà, passando da 33000 a 45000 circa. Per questo, condurre campagne di sensibilizzazione risulta essere importante. M. Pertus, direttore dell’ OPAD (Office des personnes âgées de Dijon), ha presentato l'associazione della quale fa parte. Essa cerca di offrire un servizio educativo e culturale per circa 1900 persone. L'obiettivo perseguito è quello dell'integrazione, attuata tramite la creazione di contesti che stimolano il divertimento. Tuttavia, è importante anche cercare di fornire stimoli mentali agli utenti del servizio offerto, proprio per evitare che si facciano vincere dalla solitudine e si lascino andare. Le persone anziane, infatti, sono attive all'interno dell'associazione. Tra le varie attività svolte è presente anche quella di apprendimento di lingue straniere, come l'Italiano, o l'utilizzo delle nuove tecnologie.
Il miglior fattore di longevità è il piacere di vivere, i cui effetti sono superiori a quelli di qualsiasi altra medicina. Per questa ragione la città  di Digione si impegna attivamente  per contribuire ad una buona qualità  della vita degli anziani, tramite l'attivazione di una ricca rete di servizi destinati a loro ma anche alle loro famiglie"

Cristina Pavani ci racconta...
"E' entusiasmante vedere che nel mondo non siamo soli. Tendiamo di solito a percepire ciò che ci circonda solo ed esclusivamente dal nostro punto di vista.
Le prospettive sono infinite e vivere, guardando il mondo solo da una certa angolazione, renderebbe tutto più superficiale e meno interessante.
L'uomo deve dunque impiegare la propria vita alla conoscenza, alla ricerca, ad ampliare i  propri orizzonti.
Deve essere curioso e deve scoprire il mondo, la sua storia, i luoghi più incantevoli, deve conoscere le persone che li abitano, trattenendone l'essenza,  i sapori,  i profumi.
L'uomo deve cercare di conoscere tutto ciò che può, tutto ciò che lo circonda, con tutte le sue forze e con tutto se stesso, ascoltando con attenzione storie di vita, condividendo esperienza ed emozioni.
Il 29 marzo 2012, gli studenti delle quattro sezioni dei licei socio-psico pedagogico e delle scienze sociali di Jesi, hanno effettuato un viaggio d'istruzione nella capitale della Borgogna, Digione.
Era un viaggio e come qualsiasi altro, portava con sé l'avventura e la ricerca di nuove realtà.
La visita prevedeva inoltre uno stage da effettuarsi presso la scuola materia e primaria: Groupe Scolaire Champollion.
Le classi sono state accolte all'ingresso dell'edificio da un'insegnante, che nella prima parte della mattinata ha presentato la struttura del sistema scolastico francese.
La curiosità di ciò che è sconosciuto all'uomo, lo conduce a porsi interrogativi, su ciò che appunto gli è ignoto.
Quali sono le differenze tra un alunno italiano e uno francese?
Si deve indossare una divisa?
Abbiamo osservato che esistono differenze tra il nostro vivere la scuola e il loro; ad esempio l'anno scolastico in Francia, ha inizio nei primi giorni di settembre e termina agli inizi di luglio.
Le lezioni vengono sospese da tre periodi di vacanza, Ognissanti, Natale e Pasqua.
Vi sono dei requisiti e degli obbiettivi, che il corso di studi primario, cerca di insegnare agli allievi, come ad esempio la conoscenza approfondita della lingua francese e la padronanza di una seconda lingua straniera.
Ai bambini sono poi richiesti gli elementi fondamentali delle discipline scientifiche, le basi dell'informatica e della storia.
Per quanto riguarda i bambini diversamente abili, un' équipe medica è tenuta a valutare se il bambino è in grado di essere integrato all'interno della classe e di seguire il normale svolgimento delle lezioni.
Nei casi più gravi invece viene inserito in un centro specializzato per la propria patologia.
Secondo la legge francese : 'Ogni alunno deve essere scolarizzato'.
Sono molte le caratteristiche che ci allontanano da queste realtà, ma averle conosciute ha significato farle un po’ nostre.
Suddivisi in piccoli gruppi abbiamo passato del tempo all'interno delle classi, osservando in che modo i docenti svolgono le lezioni;abbiamo avuto modo di parlare con  i bambini, cercando un compromesso, tra la nostra lingua e la loro, anche i piccoli gesti ci hanno aiutato ad avvicinarci ad una piccola parte della loro vita quotidiana. L'insegnate e la vice preside, ci hanno poi condotto a visitare i vari edifici dell'istituto: le aule, la palestra, la mensa.
Il pomeriggio del 29 marzo, siamo stati ricevuti in comune, dove per il nostro arrivo, era stato allestito un buffet, con dolci, bevande e leccornie varie.
L'assessore ai servizi sociali ci ha accolto con grande entusiasmo, augurandoci un buon proseguimento di soggiorno, un augurio per il nostro futuro ed un invito a ritornare in un paese dove saremo sempre i benvenuti.
Abbiamo portato in dono alcuni prodotti tipici della nostra terra, per lasciare alla Francia il sapore della nostra nazione.
Ogni alunno ha infine ricevuto una maglietta, che per sempre resterà il simbolo del nostro viaggio, della nostra avventura.
In ogni singola immagine, in ogni fotografia, rimarrà sempre il ricordo del nostro viaggio, che ci ha donato un soffio di libertà e la voglia di assaporare il mondo."