Gemellaggio con la Francia

Dal 13 al 18 maggio, 20 alunni del Lycée Fabert di Metz, sono ospiti dei loro corrispondenti della classe 2I del Liceo Economico Sociale. Saranno accompagnati dall'insegnante di italiano Mme Martine Veisse-Perna,visiteranno Jesi, il territorio marchigiano e Roma.
 
I nostri alunni hanno già effettuato la visita nel mese di aprile.
 
 
Ecco alcuni appunti di viaggio sull'esperienza scritti da Hajar Drissi ( in collaborazione con Alessia Bonci)
 
"Un sogno che da tanto tempo era rinchiuso nel cassetto, tutto ad un tratto  è uscito fuori diventando realtà, ho aperto gli occhi ed era vero, ero in Francia.
All'inizio dell’anno non era sicuro niente, e avevo perso la speranza, avevo smesso di credere che ciò che più volevo si sarebbe realizzato, finché un giorno, in una insignificante mattinata di scuola, la professoressa, entusiasta, ci confermò che il viaggio si sarebbe fatto; da quel giorno la distanza che mi separava dalla Francia “diventava” sempre minore.
Finalmente è arrivato l’8 Aprile, il giorno tanto atteso, non stavo nella pelle, come tutti i miei compagni, d'altronde. Per  16 ore ci siamo sentiti fuori dal mondo, lontani da tutto e da tutti, uniti come mai prima, ci siamo confidati le nostre paure, i nostri segreti. Tutto ad un tratto siamo arrivati. L’autobus era lì, fermo, le scalette aspettavano di essere calpestate e le porte di essere attraversate; noi non  eravamo in grado di farlo, divorati dalla paura, la paura di deludere le aspettative delle famiglie in cui saremmo stati inseriti, di deludere noi stessi e tutti coloro che credevano in noi. Pochi minuti ci separavano da quella che sarebbe dovuta essere la nostra famiglia per un’intera settimana. Per qualche secondo mi sono sentita una barca nel bosco, un pesce fuor d’acqua.
Mi sono ritrovata a stringere mani di persone che fino ad allora erano per me sconosciute. Era tutto diverso, ma quella diversità mi piaceva perché aveva interrotto quella vita che per me stava diventando ripetitiva, aveva interrotto quella routine, ormai colmata dalla noia.
In poco tempo, io e Caroline, la mia corrispondente, abbiamo maturato un rapporto in cui ci sentiamo a nostro agio,  in cui ognuna delle due si sente accettata e con il desiderio di rivelarsi per quello che realmente è. Prima avevo timore, timore di essere sola, in una casa alla quale  sentivo di non appartenere, ma poi ho conosciuto lei una ragazza nascosta dietro ad una maschera di timidezza che, quando si sente rassicurata,  si trasforma in una persona dolce, comprensiva e con mille aspetti da scoprire.
In una settimana mi sono immedesimata in una perfetta turista: ho scattato centinaia di foto, a Metz, a Parigi, a Nancy, a Strasburgo, dentro musei, negozi, cattedrali  crêperies  ogni volta che le sfoglio, sento di aver lasciato una parte di me in ogni posto, e mi affligge il desiderio di rivivere quei momenti e di rimpossessarmi dei pezzi mancanti per completare il puzzle della mia vita.
L’apice del mio sogno è stato visitare Parigi, la città dell’amore, dei sogni, la città in cui ho visto il mio sogno diventare realtà.
Questo viaggio mi ha regalato nuove conoscenze che conserverò per sempre, ho imparato che il segreto della vita è avere la capacità di adattarsi, che bisogna aprire la mente, che non si devono respingere differenze di alcun tipo, ma al contrario bisogna accettarle, sapendo che sono esse a renderci  quello che siamo, unici e irripetibili.
– Ho scoperto che in Francia non si mangiano popcorn salati, ma zuccherati, sembra una cosa banale, ma chi l’avrebbe mai detto che i popcorn zuccherati fossero così buoni!-.
Quest’esperienza non ha cambiato solo me, ma anche in resto della classe, siamo maturati, insieme, ci siamo conosciuti meglio, ci siamo guardati con occhi diversi, abbiamo smesso di sentirci soltanto compagni di scuola ma abbiamo iniziato a considerarci complici in un’avventura bellissima che, personalmente, ripeterei all'infinito perché ho capito che studiare qualcosa di  un paese non è lo stesso, non è  visitarlo, vederlo, toccarlo,  non è farne parte!
"