museo degli strumenti scientifici

 

Da una pubblicazione del 1909, a cura del Prof. Gaetano Gasperoni, dal titolo:
“IL GINNASIO – LICEO DI JESI dal 1861 al 1909” :
 
      
“Il prof. Domenico Matteucci, chiamato nell’ottobre del 1887 per concorso ad occupare la cattedra di Storia naturale in questo Ginnasio-Liceo, comprese la necessità…di costituire un Gabinetto. Con la cooperazione dei capi d’istituto e con l’ausilio dell’Amministrazione Comunale riuscì nel suo intento; sì che dobbiamo a lui se oggi l’istituto è fornito di un materiale conveniente per lo studio delle scienze naturali. Il gabinetto consta di collezioni di Botanica, di Zoologia, Mineralogia, Litologia, Paleontologia;…       
 
Il Liceo ha in comune col R. Istituto tecnico il Gabinetto di Fisica; il valore complessivo del materiale scientifico, come risulta dall’inventario, è di Lire 27769,99… In seguito agli acquisti fatti in questi ultimi anni, massime per consiglio del Prof. Marcucci, attualmente insegnante di Fisica al R. Istituto tecnico e incaricato della medesima materia per il Liceo, il Gabinetto possiede gli apparecchi necessari per ripetere in iscuola molte esperienze relative alle conquiste scientifiche più recenti: come, per esempio, quelle sulle onde elettromagnetiche, sui raggi Röntgen, sulla radioattività, oltre a parecchi buoni strumenti di misura; per dare un’dea dell’importanza del Gabinetto, uno Sferometro, un Catetometro Max Kohl, un Banco Melloni completo per lo studio del calore raggiante, un Polaristrobometro Pfister e Streit, un Termometro a gas Jolly-Pflaunder, un Elettrometro Mascara, un Elemento normale Gouy, un Galvanometro Thomson costruito dal Carpentier, un Voltmetro e un Amperometro di precisione, una Bussola dei seni e delle tangenti, due Ponti di Wheatstone, uno a cassetta, uno a filo teso, un campione di capacità elettrica, una grande Elettro-calamita Faraday per lo studio del Diamagnetismo e dei fenomeni magneto-ottici. V’è inoltre il materiale necessario per eseguire gli esperimenti di Chimica alla prima classe del Liceo. Il valore del materiale del Liceo ascende a Lire 8352,15……”.
 
Sono evidenti, leggendo questa breve testimonianza, il valore e l’importanza quale bene culturale di gran parte del materiale didattico di interesse storico–scientifico presente nei laboratori del Liceo Classico di Jesi e, quindi, l’opportunità di una sua tutela. Generalmente, ma non sempre, questo materiale scolastico viene inventariato, ma non v’è obbligo che esso sia catalogato secondo criteri consolidati come nel caso, ad esempio, dei libri nelle biblioteche di conservazione, oppure dei reperti naturalistici nei musei di scienze naturali. Trattandosi, poi, di materiale d’uso, esso non è soggetto alla tutela vincolante di alcuna amministrazione, né per quanto riguarda la sua conservazione, né per quanto concerne l’eventuale restauro, nonostante esso possegga, in alcuni casi, sia per antichità, sia per rarità, tutte le caratteristiche di un bene culturale.Tra l’altro, come documentato nei registri conservati negli archivi della scuola, anche il materiale inventariato negli anni trenta e quaranta ha subito gravi perdite o danneggiamenti a causa dei saccheggi avvenuti “negli infausti anni 1943, ’44, 45 “. Per queste ragioni il primo passo del nostro progetto sarà quello di documentare, con una catalogazione e un rilevamento fotografico, tutto il materiale didattico a disposizione, risalente in gran parte ai primi decenni del ‘900 e per alcuni oggetti anche alla fine del secolo XIX.          La mostra “Le tappe della scienza nella storia del Liceo Classico di Jesi”, inaugurata il 10 dicembre 2007 presso i locali del Liceo Classico in occasione della “Giornata delle Marche”, può considerarsi una parziale anticipazione di quello che rappresenta un altro importante obiettivo del nostro progetto, ossia la realizzazione di uno spazio museale permanente aperto a tutti.Nella mostra infatti hanno trovato spazio solo alcuni degli strumenti della collezione del gabinetto di fisica. Una collezione che ha valore non solo per la rarità, la bellezza o l’originalità dei pezzi in essa contenuti, ma anche per il fatto che rispecchia fedelmente la “Fisica” come essa era presentata nelle scuole di questo livello nella seconda metà dell’800.
Altro elemento di attenzione è la realizzazione artigianale di alcuni strumenti per motivi sicuramente di risparmio, ma anche, io ritengo, per rendere, con la verifica diretta, più probante la dimostrazione dell’esperienza con gli studenti, “componendo” e “scomponendo” lo strumento.
La raccolta naturalistica invece è composta da un centinaio di oggetti, per la maggior parte risalenti anch’essi ai primi decenni del Novecento. Tra questi una collezione di Uccelli montati in pelle, complessivamente in discreto stato di conservazione. Vi sono modelli anatomici in gesso smaltato, modelli micologici preparati con precisione in cartapesta e gesso, riprodotti fedelmente nelle dimensioni, nella morfologia e colorazione, e alcuni modelli di Botanica (fiori, apparati radicali, etc.). Compongono la raccolta, inoltre, preparati in scheletro di Pesci, Anfibi, Rettili e Mammiferi ai quali si aggiunge una serie di preparati in alcool conservati in vasi di vetro, perlopiù in discreto stato di conservazione.
Fanno parte, infine, della raccolta di materiale didattico conservata nel Laboratorio di Scienze anche alcune collezioni di mineralogia e paleontologia, che hanno avuto probabilmente origine alla fine dell’ Ottocento, costituite da un gran numero di minerali e fossili, e che da allora sono andate arricchendosi grazie all’opera di alcuni insegnanti.
      
Prof. Enrico Baldoni